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In settembre, all’inizio del laboratorio di teatro, la nostra insegnante ci ha proposto la lettura del libro “L’uomo che piantava gli alberi”. Nel frattempo siamo venuti a sapere che anche un gruppetto di anziani della Casa di Riposo “San Giuseppe” stava leggendo lo stesso testo. Così abbiamo ben volentieri accolto la proposta dei nostri insegnanti: al termine della lettura, preparare alcuni nostri materiali di approfondimento e poi trovarci con gli anziani per scambiarci le rispettive impressioni. Il giorno 26 gennaio ci siamo quindi recati presso la loro struttura e ci siamo presentati in questo modo.
“Noi siamo i ragazzi della classe II B della scuola media di Fiera. Abbiamo letto, come voi, il libro che racconta la storia di un uomo eccezionale che ha passato una buona parte della sua vita a piantare alberi ed a rimboschire una zona brulla della Provenza in Francia. Lo ha fatto perché voleva migliorare la situazione di quel posto, che era destinato a morire un po’ alla volta per la mancanza di alberi e l’aridità del terreno. Ma nel compiere questo, ha anche trovato uno scopo alla sua vita: fare ciò piaceva a lui e che nello stesso tempo era utile agli altri! Gli ultimi anni di vita, passati come voi in una casa di riposo, li ha trascorsi serenamente, perché era soddisfatto di ciò che aveva compiuto! E’ una storia che ci ha colpito e che speriamo sia piaciuta anche a voi. Noi adesso ve la presentiamo con alcuni disegni che abbiamo realizzato sotto la guida del nostro insegnante di educazione artistica e che ripercorrono i principali momenti della storia. Poi eseguiremo qualche canzone che abbiamo preparato con il nostro insegnante di musica. Infine vi diciamo fin d’ora che a maggio, precisamente il giorno 24, insieme alle altre classi seconde della scuola e sotto la guida della nostra insegnante del laboratorio di teatro, metteremo in scena una rappresentazione di questa storia. Se vorrete partecipare, siete già fin d’ora invitati! Ma oggi, dato che diversi di voi conoscono il libro, ci piacerebbe anche sentire le vostre impressioni e magari il racconto di qualche vostra esperienza di vita a contatto con la natura!”
E gli anziani? Il bosco, che è uno dei temi importanti del libro, fa parte delle esperienze di vita e di lavoro di molti di loro. E infatti, dopo la nostra presentazione, sono intervenuti numerosi, con la guida della maestra Livia e della loro animatrice Francesca, per raccontarci qualche aspetto che li aveva colpiti. Una signora ha ricordato esperienze giovanili di lavoro come “peciolera”. Era un’attività lavorativa che riguardava squadre di ragazze che da maggio a ottobre provvedevano a rimboschire le “fratte”, cioè zone prive di alberi o perché le piante d’alto fusto erano state tagliate oppure a causa di incendi o di slavine o di alluvioni e frane. Un lavoro faticoso, spesso lontano da casa e che comportava il vivere per mesi in baracche nel bosco: tutto questo per ricevere qualche lira con cui aiutare la propria famiglia! Qualcuno ha ricordato il lavoro del carbonaio: questi, con un lavoro anch’esso faticoso e pieno di sacrifici, produceva il carbone di legna che nel passato era ampiamente utilizzato. Altri anziani presenti hanno ricordato la “festa degli alberi”, che si svolgeva a scuola al tempo del fascismo e che prevedeva che ogni alunno piantasse un alberello in una zona predisposta. Altre persone hanno ricordato varie altre esperienze di lavoro nei boschi. A tutti era piaciuta la lettura del libro ed il personaggio di Elzeard.
La nostra videopresentazione
LE IMMAGINI DELL'INCONTRO
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